a due cose non posso rinunciare: il mare e la cioccolata
Roma alle prime luci dell'alba: l'avevo vissuta tante volte tornando a casa da nottate specialmente musicali, ne conoscevo i colori, gli odori, gli umori; e, quest'estate, l'ho vissuta uscendo da casa per andare a lavorare e ne ho scoperto colori nuovi, odori nuovi, nuovi umori. Io, da sempre farfalla notturna, mi sono trovata a fare l'allodola (a fare, non ad essere, perché io, allodola, non sarò mai). E così, costretta a questo ruolo a me non congeniale, con questa rivoluzione d'orari, ho fatto tesoro di una città che non avrei mai goduto, se non mi fosse capitato questo lavoro andato avanti per tre mesi e mezzo e che si è concluso ieri. E ho capito una cosa: alla stessa ora, Roma vista con gli occhi assonnati di colei che si è appena svegliata ha un fascino diverso dalla Roma vista con gli occhi assonnati di colei che sta per addormentarsi.
Da solo
lungo l'autostrada
alle prime luci del mattino.
A volte spengo anche la radio
e lascio il mio cuore incollato al finestrino.
Lo so
del mondo e anche del resto
lo so
che tutto va in rovina
ma di mattina
quando la gente dorme
col suo normale malumore
mi può bastare un niente
forse un piccolo bagliore
un'aria già vissuta
un paesaggio o che ne so.
E sto bene
Io sto bene come uno quando sogna
non lo so se mi conviene
ma sto bene, che vergogna.
Io sto bene
proprio ora, proprio qui
non è mica colpa mia
se mi capita così.
È come un'illogica allegria
di cui non so il motivo
non so che cosa sia.
È come se improvvisamente
mi fossi preso il diritto
di vivere il presente
Io sto bene...
Questa illogica allegria
proprio ora, proprio qui.
Da solo
lungo l'autostrada
alle prime luci del mattino.
(Giorgio Gaber, Illogica allegria
di Giorgio Gaber e Sandro Luporini)
Messo da parte il tesoro, mi spoglio dell'allodola e libero la farfalla notturna per troppo tempo segregata. Si ricomincia a fare l'alba: e non più come inizio di una nuova giornata ma come fine del giorno precedente.