a due cose non posso rinunciare: il mare e la cioccolata
Svegliarsi, alzarsi, spalancare le finestre, far entrare il sole. Un caffè, biscottate e marmellata di mirtillli. Terzo scaffale a destra della libreria, quello dei poeti stranieri. Un libro di poesie, uno a caso, una pagina aperta a caso. La sana – o insana, potrebbe osservare qualcuno – abitudine di leggere versi di prima mattina come fosse l'ascoltare una canzone alla radio che si diffonde per la casa.
E la convinzione che non c’è casualità nelle scelte casuali, che tutto è scritto, come in questa poesia di Wislawa Szymborska della quale io sono casualmente la protagonista.
Il mio non arrivo nella citta di N.
è avvenuto puntualmente.
Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.
Hai fatto in tempo a non venire
all'ora prevista.
Il treno è arrivato sul terzo binario.
E' scesa molta gente.
L'assenza della mia persona
si avviava verso l'uscita tra la folla.
Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.
A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.
Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.
La stazione nella città di N.
ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.
L'insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.
E' avvenuto perfino
l'incontro fissato.
Fuori della portata
della nostra presenza.
Nel paradiso perduto
della probabilità.
Altrove.
Altrove.
Come risuonano queste piccole parole.
(Wislawa Szymborska, premio Nobel per la letteratura 1996, La Stazione)
Orgogliosa di essere donna, e pure femmina! Guardandosi intorno in un locale affollato, l’altra sera, un amico trentenne osservava che c’erano tante donne e poche femmine e che, in genere, la maggior parte delle donne che incontra è poco femminile. “Stessa cosa – ho controbattuto – si può dire degli uomini: ci sono in giro pochi maschi!”.
Non stavamo facendo volgari battute e non c’erano sottintesi sessuali. Era una semplice constatazione che ci ha trovato d’accordo. E io sono orgolgiosa di essere donna, e pure femmina.
Io sono un cartone animato: uno di quei cartoni animati che se ruzzola giù dalla montagna travolto dalla valanga, che se gli passa sopra il carro armato, un minuto dopo, tutto incerottato e un po’ stordito, ricomincia a saltellare; uno di quei cartoni animati che, qualche minuto dopo ancora, non ha più cerotti e torna anche a fischiettare.
Io sono un cartone animato, e con un’anima. E seguo i moti della mia anima. Ed è bello perdere per un po’ la testa, anche se qualche volta sarebbe meglio perdere qualche treno!
Io seguo l’istino, l’onda emotiva che mi riempie d’entusiamo. Ma non mi faccio film, e nel caso mi capiti di farmi un film lascio sempre il finale aperto perché ci sono anche altri interpreti (e a loro insaputa). E così, se il finale non è proprio quello che avrei scelto io, me ne dispiaccio, ma almeno non resto delusa perché non mi ero illusa.
E continuo a seguire, in certe cose che cose non sono, i moti della mia anima, perché...
Io vivo di accenti, di presentimenti
Profumi che sento nell'aria
E vivo di slanci, di moti profondi
Fugaci momenti di gloria
E nel silenzio del mondo
Io sento echi di infinito
(Antonella Ruggiero, Echi d'infinito, di Mario Venuti-Kaballà)
Quando un uomo nuovo ti dona dopo anni il batticuore allora quell'uomo compie un miracolo. E anche se è tanto maldestramente distratto da ignorare il buono che ha creato e che ha di fronte, poco importa, perché ciò che conta è l'aver compiuto il miracolo. Peccato soltanto che, in una notte di metà primavera, si sia lasciato scivolare addosso l'occasione per saperlo o sia fuggito da quell'occasione.
La stagione dell'amore viene e va,
i desideri non invecchiano quasi mai con l'età.
Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.
La stagione dell'amore viene e va,
all'improvviso senza accorgerti, la vivrai, ti sorprenderà.
Ne abbiamo avute di occasioni
perdendole; non rimpiangerle, non rimpiangerle mai.
Ancora un altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore.
Nuove possibilità per conoscersi
e gli orizzonti perduti non ritornano mai.
La stagione dell'amore tornerà
con le paure e le scommesse questa volta quanto durerà.
Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.
(Franco Battiato, La stagione dell'amore - dal disco Orizzonti Perduti)
Stamattina ho ricevuto un regalo bellissimo: una doccia di coraggio.
Io, quella sempre decisa, che sa sempre ciò che vuole e ciò che non vuole, da qualche giorno mi stavo perdendo in uno sfogliare la margherita... Poi la doccia! Ora so quello che devo fare, anche stavolta! E so che, comuque andrà, ne avrò soltanto del buono.