a due cose non posso rinunciare: il mare e la cioccolata
L’Italia non legge
(di Carlo Fava e Gianluca Martinelli)
L’Italia non legge, non legge il giornale
Figuriamoci un libro, al limite un settimanale
L’Italia se parla, parla solo in inglese
Con la Fabbri editore alla fine del mese
L’Italia ha imparato, ha imparato a navigare
Col sistema cellulare, con la tecnica virtuale
Non ha nessuna nostalgia di quando aveva ancora un pensiero
L’Italia va avanti, va avanti per davvero
Ma l’Italia non legge, l’Italia non legge, l’Italia non legge, l’Italia non legge.
E invece io che finalmente torno a casa
Indeciso tra il mio Aristotele e Platone
Nel dubbio mi sistemo sul divano
Solo un minuto di televisione…
Materassi con le pentole in omaggio
Lo sapevo, ci vuole proprio un bel coraggio
Ballerine che ballano col seno
( di coraggio ce ne vuole…un po’ di meno ).
Rai uno, rai due, rai tre
Hemingway non so più neanche chi è
Fede, Mentana, Giordano
Ma chissenefrega di Fernanda Pivano
E poi iniziano i quiz della sera
Ed io inizio a sentirmi da Dio
Ungaretti lo leggo più tardi
Quasi quasi telefono anch’io
A questa bella telepromozione
Coi prodotti per l’elettro stimolazione
Devo ammettere mi sembra un ottimo prezzo
Mamma mia come sono sul pezzo, come sono sul pezzo, come sono sul pezzo!
L’Italia confonde la storia e i suoi nomi
Topolino con Gramsci, Nonna Papera e Manzoni
E l’Italia che è al centro del Mercato Globale
L’Italia continua a non leggere un libro e nemmeno il giornale
L’Italia non legge.
E mia moglie non legge, mia figlia non legge, mia nonna non legge,
l’Italia non legge.
E invece io che finalmente torno a casa
Indeciso fra il mio Agostino e il mio Montale
Nel dubbio mi sistemo sul divano
Solo un minuto di telegiornale…
Sì, sì, sììììì!
( dal cd di Carlo Fava L'Uomo Flessibile)
il tuo sguardo mi accarezza il cuore
lieve l'amore come sabbia
soffiata tra le dita
edera rampicante
aggrappato alle mie viscere
strappi la mia anima e te la porti via
tra le onde struggenti
di una passione incompiuta
(luglio '97)
pungente
la pioggia
rada
sulle mie spalle
sulle mie braccia
nude
le verdi persiane del tuo sguardo
spalancate sulla mia anima
per far entrare uno spiraglio d'amore
(Roma, gennaio '97)
Yanko: "Ma perché proprio io?"
Dottor James: "Perché tu vieni da molto lontano"
Yanko: "Tutti veniamo da qualche parte"
Sto guardando in tv "Lo straniero che venne dal mare". Qualcuno può vederlo solo come una storia d'amore contrastata, una passione disperata. E va bene anche così. Ma questo è soprattutto un film sui pregiudizi e sull'ipocrisia. E' un film ambientato due secoli fa in Cornovaglia ma è più reale e attuale di ogni altra attuale realtà.