a due cose non posso rinunciare: il mare e la cioccolata
Stasera un'amica mi ha messo in testa il pallino della festa di compleanno. I miei 40 sono alle porte e, secondo lei, dovrei organizzare qualcosa. Così, poco fa, ho preso carta e penna per stilare la lista delle persone che vorrei avere vicino quel giorno, anzi, quella sera. Se la festa si farà, ci saranno più invitati che al matrimonio del principe Felipe. Speriamo che a nessuna delle mie amiche venga in mente di mettersi il cappello!
Sono quattro o cinque anni che non mi becco un malanno invernale tipo influenza, mal di gola con febbrone e simili. Eppure oggi, anzi, ormai ieri, 16 giugno, ho rischiato di prendermi, in un colpo solo, tonsillite, broncopolmonite e attacco di cervicale (vabbè quello ormai ce l'ho "d'estate, d'autunno, d'inverno, se piove, se faccio benzina, ovunque sia pure all'inferno", come cantava Dora Moroni - chi si ricorda? - tanto tempo fa). E tutto questo per un vestito!
Sono le cinque del pomeriggio e a Roma fa caldo. In centro, poi, ancora di più con tutta quella gente su e giù per il Corso. Sono uscita con un'amica per fare spese: dalla scorsa estate ho messo su un paio di chili che equivalgono a una taglia, e così gli abiti vecchi - ahimé! - mi strizzano un po'. Mia madre dice: "Figlia mia che vuoi fare, sono i quarant'anni che ti si mettono alla circonferenza come a tutte le donne. Sono gli ormoni". E io, ogni volta: "Ma' saranno pure quaranta. Quasi. Però ho solo una quarantadue un po' abbondante, mica la cinquantasei!
Meglio lasciar stare anni e taglie. Torniamo allo shopping pomeridiano. Entro in un grande negozio d'abbigliamento alla Galleria Sordi: lì almeno le commesse sono carine e gentili, non sono vestite e truccate come le Brazz e non masticano chewing gum. Appena varco la soglia, m'accoglie un'arietta condizionata con uno scarto di 25 gradi rispetto alla temperatura esterna. Mi sento già stordita: musica a palla e vociare assordante di decine di clienti in tutte le lingue (ci sono molti turisti); le luci, poi, sono così bianche e accecanti che bisogna tenere gli occhiali da sole. Cerco di fare in fretta, so quello che voglio: prendo una gonna a fiori verdi e una maglietta in tinta. Sono ancora accaldata dalla calura della strada. Conquisto l'unico camerino libero e mi sembra di entrare in una cella frigorifera di quelle che stanno nei magazzini dei distributori di surgelati. Coraggiosamente tolgo la maglietta che ho indosso per provare l'altra. All'improvviso, da sopra la testa, m'arriva un getto d'aria fredda, come una doccia di ghiaccio appositamente importato dal Polo Nord. Penso a uno scherzo, ma non lo è. Provo gonna e maglietta. Mi spoglio e riecco la doccia fredda. Mi rivesto, vado alla cassa, pago e torno a casa.
Adesso sto andando a letto con la propoli spry per la gola e la pomata all'arnica per il male al collo. E una gran voglia di urlare: lasciate all'estate il suo calore!
Si sfiorano i pensieri
senza incontrarsi
come mani che si cercano
quando fuori c'è la nebbia
Se potessi sfogliare la tua anima
io la leggerei
ma ho strappato i fogli
anche della mia
(feb. 2001)